PERCHÉ L’ADOLESCENTE INTERIORE È IMPORTANTE?
Nel linguaggio di Psicologia Selvatica, l’adolescente interiore è importante perché rappresenta la parte che comincia a separarsi da ciò che è già stato deciso per noi e prova a chiedersi: chi sono io, al di là di quello che mi hanno detto di essere?
Giorgia lo descrive così:
“L’adolescente interrompe quelle dipendenze per capire chi è oltre quello che gli hanno detto di essere.”
È una fase simbolicamente legata alla differenziazione: allontanarsi dal conosciuto, mettere in discussione, scoprire i propri confini, i propri ideali e la propria direzione.
“E andare a scoprire i propri orizzonti, iniziare questo viaggio interiore verso l’ignoto che solo l’adolescente può fare.”
L’adolescente interiore è quindi importante perché porta movimento. Dove una parte di noi vorrebbe restare nel porto sicuro, lui introduce la possibilità di uscire, esplorare e verificare direttamente chi siamo.
Giorgia usa proprio questa immagine:
“Allontanandosi dal porto sicuro che sono, in quel caso, genitori, caregiver, punti di riferimento, culture.”
Non significa rifiutare tutto ciò che abbiamo ricevuto. Significa poterlo guardare, scegliere ciò che ci appartiene e scoprire ciò che invece desideriamo costruire in modo nostro.
Nei testi questa energia viene associata anche alla sfida:
“Immagina di tornare adolescente, di ritrovare la bellezza della sfida, della competizione, avere voglia di attraversare una paura, un limite, e di buttarti.”
L’adolescente è importante perché porta una qualità che nell’età adulta può essere facilmente addomesticata: il coraggio di provare prima di avere tutte le garanzie.
È anche la parte che sa proteggere ciò che conta.
“L’adolescente che sa far rispettare i propri confini e ha i suoi ideali è fondamentale.”
Qui entra un altro elemento centrale: la sana aggressività. Non l’aggressione all’altro, ma l’energia necessaria per dire no, difendere un confine, esprimere un bisogno e occupare il proprio spazio.
“Ho bisogno di una sana aggressività per poter esprimere quello di cui ho bisogno, altrimenti non mi do la possibilità di usare delle risorse importanti.”
Per questo il lavoro sull’adolescente interiore non consiste nel diventare ribelli per forza. Consiste nel recuperare quella forza quando è stata repressa, addomesticata o resa troppo piccola.
Nei testi compare una formulazione che sintetizza bene questo passaggio:
“Benvenga anche la parte che sa ascoltare la propria voce e dice: ‘adesso dico la mia e la porto fino in fondo’.”
Questa energia diventa preziosa soprattutto quando viviamo troppo nel compiacimento, nella paura del giudizio o nell’adattamento. L’adolescente interiore può ricordarci che appartenere non significa scomparire.
Ecco perché il tema della ribellione viene sintetizzato così:
“Oltre il giudizio, ritrovare il coraggio di esistere a modo mio.”
L’adolescente interiore è importante perché ci aiuta a separarci senza perderci, a mettere confini senza chiuderci, a sfidare ciò che ci limita e a scoprire una direzione personale.
Non deve governare ogni situazione. Giorgia stessa fa un esempio molto chiaro:
“Ovviamente non mando un adolescente incazzato a parlare col capo, ci mando la parte diplomatica; però magari in un’altra situazione, l’adolescente che sa far rispettare i propri confini e ha i suoi ideali è fondamentale.”
Il punto non è restare adolescenti.
È non perdere quella parte capace di dire:
questa è la mia voce,
questo è il mio confine,
questa è la mia direzione,
e vale la pena provare ad andarci.